Tassa sugli ascensori? Una notizia falsa e priva di fondamento. Ecco le vere novità in arrivo

Tassa sugli ascensori? Una notizia falsa e priva di fondamento. Ecco le vere novità in arrivo

La notizia (infondata)

Nel mese di febbraio 2016 ha circolato con insistenza l’annuncio dell’imminente introduzione di nuove imposizioni fiscali sugli impianti elevatori. Scaturita da un discusso comunicato stampa di Confedilizia che parlava di “tassa sugli ascensori”, e da lì rimbalzata su tutti i mezzi d’informazione, la notizia ha sollevato un vero e proprio polverone. Da qui l’esigenza di smentirla senza lasciare alcun margine di dubbio: il governo non ha intenzione, né l’ha mai avuta, di tassare questi impianti.

La notizia (quella vera)

Come riportato con dovizia di particolari sul sito dell’Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e Manutenzione Ascensori – ANACAM, il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) sta effettivamente lavorando all’introduzione di una novità di rilievo nel panorama ascensoristico: una modifica del DPR 162/99 atta a incrementare la sicurezza degli impianti elevatori più in là con gli anni e a renderne omogenee le caratteristiche di funzionamento con le specifiche attualmente indicate dalla UE.

La proposta di modifica al DPR 162/99

In Italia la Legge quadro sugli ascensori è il DPR 30 aprile 1999, n. 162 (“Norme per l’attuazione delle direttive 95/16/CE e 2006/42/CE – Ascensori e Montacarichi”), che impone agli impianti installati nel nostro paese il rispetto di rigidi standard di sicurezza, ma in maniera non retroattiva: ciò implica che gli ascensori installati prima dell’entrata in vigore del DPR non vi risultano assoggettati.

Il MiSE sta lavorando alla stesura di un nuovo DPR, in recepimento alla direttiva ascensori 2014/33/UE (e in sostituzione all’attuale 95/16/CE), tale da apportare modifiche al DPR 162/99; la proposta contiene tra le altre cose, un “Adeguamento della sicurezza degli ascensori conformi alle norme vigenti fino alla prima applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162” per porre fine alla problematica di disomogeneità nella sicurezza tra ascensori di differenti generazioni.

Nessuna “tassa” sugli impianti elevatori

Una volta approvata la nuova norma renderà obbligatori alcuni controlli aggiuntivi, da svolgersi in occasione della prima verifica biennale(*), sugli ascensori installati prima dell’entrata in vigore del DPR 162/99, tale da accertare se l’impianto soddisfa i requisiti di sicurezza richiesti dai suddetti punti aggiuntivi. Qualora emergessero difformità o discrepanze, allora – e solamente allora – scatterà l’obbligo di intervenire sugli ascensori allo scopo di colmarne le lacune.

Tali interventi, ovviamente, avranno un costo, ma è comunque scorretto e tendenzioso parlare di “tasse” perché: 1) si prevede che ad averne bisogno sarà solo una parte degli impianti in funzione in Italia, e 2) l’eventuale esborso sarà una tantum, e limitato al solo adeguamento della sicurezza.

(*) Le Verifiche Biennali sono i controlli obbligatori già previsti dalle norme precedenti svolti su tutti gli ascensori ogni 2 anni dagli ingegneri degli Organismi Notificati e Enti come Asl, Arpa o altri, abilitati dal Ministero, atti a verificare lo stato di sicurezza.

I controlli aggiuntivi

I controlli aggiuntivi attualmente inseriti nella bozza di decreto sono:

  • precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano:
    con l’applicazione di alcuni dispositivi (inverter/VVVF) sarà possibile eliminare il rischio di inciampo (la principale causa di infortuni per gli utenti) all’ingresso e uscita dalla cabina;
  • presenza di illuminazione del locale macchine:
    sarà installato un sistema di illuminazione di emergenza alimentato da batterie che si attiverà in caso di mancanza di alimentazione di rete;
  • presenza ed efficacia dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio:
    dove non presenti saranno applicate delle molle che chiuderanno le porte quando la cabina non è al piano per evitare il rischio di caduta nel vano corsa;
  • presenza di porte di cabina:
    su impianti ascensore definiti “categoria B”, installati in passato solitamente all’interno di aziende, sarà obbligatorio installare le porte di cabina;
  • rischio di schiacciamento per porte motorizzate:
    verranno installate agli ingressi in cabina delle fotocellule a tutta altezza meglio note come barriere multiraggio;
  • presenza dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina:
    per evitare che i passeggieri degli ascensori rimangano intrappolati in cabina senza riuscire a chiamare soccorso, saranno installati dei dispositivi di comunicazione bidirezionali permanenti tra la cabina e un call center, in conformità alla Norma specifica UNI EN 81.28;
  • illuminazione della cabina:
    sarà installato in cabina un sistema di illuminazione di emergenza alimentato da batterie che si attiverà in caso di mancanza di alimentazione di rete;
  • la presenza di un dispositivo per la bassa pressione:
    sugli ascensori idraulici a pistone con funi sarà installata una valvola di bassa pressione che eviterà il rischio che la cabina precipiti a causa dell’abbassamento lento del pistone e l’allentamento delle funi;
  • la presenza ed adeguatezza di protezione contro la caduta libera, l’eccesso di velocità e la deriva:
    sugli ascensori idraulici l’applicazione di una seconda valvola eviterà che gli impianti possano effettuare movimenti incontrollati.

Come funziona

La bozza di decreto in esame attualmente prevede che dopo la sua eventuale approvazione, durante la già prevista verifica biennale gli ingegneri, oltre ai controlli di routine, pongano attenzione ai punti sopra citati prescrivendo eventualmente degli interventi di adeguamento.

Importante notare pertanto che:

  • non tutti gli ascensori sono interessati: solo quelli installati prima del 1999
  • non è prevista alcuna visita straordinaria
  • è possibile che alcuni interventi previsti siano già stati effettuati
  • gli interventi dovranno essere svolti entro 2 anni dalla data in cui sono stati prescritti.

Proprietari e amministratori possono stare tranquilli

Arno Manetti Ascensori si unisce al coro delle voci di consorzi e aziende ascensoristiche che, oltre a considerare come inutilmente polemica la bagarre mediatica suscitata da affermazioni mal interpretate, desiderano tranquillizzare i propri clienti. Nessuna famigerata tassa sugli impianti elevatori si profila all’orizzonte del panorama ascensoristico italiano, ma solo un concreto ed efficace intervento finalizzato alla maggior sicurezza, e di cui beneficerà l’intera collettività.

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